Differenze Tra Allergia E Intolleranza Alimentare

ALLERGIE ED INTOLLERANZE ALIMENTARI: FATTI O FANTASIE?

 

“Sono intollerante al lievito” oppure “sono intollerante al latte”, “non digerisco più nulla, sono intollerante a tutto!”. Quante volte abbiamo sentito dire o voi stessi vi siete detti queste cose?

Secondo i dati dell‘Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) circa l’1-2% della popolazione mondiale è affetto da allergie alimentari, mentre le “intolleranze” alimentari si aggirerebbero intorno al 50-60%.

Ma che cos’è un’allergia e che cos’è un’intolleranza? Oggi i due termini vengono troppo spesso usati come sinonimi ma in realtà tra i due c’è un’enorme differenza!

La prima differenza è da attribuire alla diversa reazione che si scatena nell’organismo:

nelle allergie la reazione di quest’ultimo all’ingestione di cibi è istantanea con manifestazioni che vanno da reazioni cutanee o reazioni molto più gravi come shock anafilattico.

Nelle intolleranze alimentari, invece, le manifestazioni non sono così eclatanti ma si evidenziano malesseri, fastidi difficilmente inquadrabili a seguito di cibi ingeriti quotidianamente come il latte, la pasta, il pane, il pomodoro etc.; i tempi di latenza sono molto più lunghi, da alcune ore a diversi giorni. Non solo, ma in questo caso i sintomi e le malattie si possono manifestare e sviluppare a carico di qualsiasi organo od apparato.

La seconda e sostanziale differenza è il tipo di reazione biochimica che si innesca nell’organismo: le allergie alimentari sono delle vere e proprie reazioni immunitarie che coinvolgono le cellule della difesa immunitaria.

Le intolleranze alimentari, invece, possono essere dovute a carenze enzimatiche (es. latte), farmacologiche (pseudo-allergie) come nel caso degli alimenti contenenti salicilici (bietole, barbabietole rosse, carciofi, finocchi ecc.) oppure alimenti contenenti additivi alimentari, istamina o caffeina.

L’intolleranza alimentare è un fenomeno complesso ed articolato riconducibile a due tipi di cause: esterne ed interne che si pensa possano sussistere anche contemporaneamente o consequenzialmente e che quindi non si escludono a priori l’una con l’altra.

Le cause esterne vanno dalla qualità del cibo, allo stress, all’ambiente; tra quelle interne possiamo includere il metabolismo, gli enzimi, la disbiosi intestinale (alterazione della flora batterica umana),  la permeabilità intestinale, e (fattore molto delicato) l’infiammazione.

Ma quindi cosa fare se sospettiamo un’allergia od un’intolleranza alimentare?

Innanzitutto è fondamentale identificare il cibo responsabile tramite un’accurata anamnesi a cui deve seguire una dieta ad eliminazione che prevedrà solo in un secondo momento la reintroduzione dell’alimento sospetto. In fine è importante leggere con attenzione le etichette dei cibi nei quali possono essere “nascosti” gli alimenti che occorre evitare in quanto implicati nell’intolleranza.

 Gaja Corbetta

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