Excursus Sulla Contrazione Muscolare

BREVE EXCURSUS SULLA CONTRAZIONE MUSCOLARE

Il nostro organismo può essere paragonato ad una macchina a combustione, in cui i muscoli possono essere considerati il motore in grado di trasformare, mediante ossidazione del combustibile (alimenti), l’energia chimica (derivante dalla degradazione di zuccheri grassi e proteine) in energia meccanica.
Il lavoro e l’esercizio fisico si attuano attraverso la contrazione della muscolatura striata, che è dotata di un sistema di fosfati ad alta energia prontamente utilizzabili.
L’unità anatomicamente fondamentale del muscolo scheletrico è la fibra muscolare o fibrocellula, l’elemento contrattile di essa è rappresentato dalle miofibrille che compongono il muscolo in tutta la sua lunghezza.
Ogni miofibrilla contiene due tipi di filamenti di natura proteica (miofilamenti) disposti parallelamente fra loro: actina e miosina. Quando inizia la contrazione muscolare i filamenti più sottili di actina scorrono su quelli adiacenti, più voluminosi di miosina, causando un accorciamento delle miofibrille e quindi di tutto il muscolo.

Per poter avvenire, questo processo richiede energia fornita dalla scissione delle molecole di ATP(Adenosintrifosfato), secondo la cosiddetta reazione della vita:
ATP = ADP + Pi + Energia.

Questa reazione chimica è alla base della contrazione muscolare e quindi del movimento. I muscoli necessitano dunque di grandi quantità di ATP per contrarsi, ma la quantità di questa molecola nel muscolo è limitata e permette solo brevi contrazioni,.
È necessario dunque che l’ATP venga continuamente risintetizzato e che la fibrocellula muscolare venga rifornita costantemente dai capillari, il muscolo è densamente vascolarizzato grazie appunto ai capillari, la cui presenza raggiunge 5-6 capillari per fibra.
Questa vascolarizzazione dei muscoli permette un apporto costante di metaboliti e di ossigeno atti a resintetizzare l’ATP. Il flusso di sangue ai muscoli aumenta enormemente sotto sforzo, si pensi che durante l’esercizio fisico, circa l’80% del flusso sanguigno è dirottato nel distretto muscolare, dove la quantità di sangue può aumentare anche di venti volte rispetto alle condizioni di riposo.

Le fibre muscolari sono distinte in fibre di tipo1 (lente, rosse) o fibre di tipo 2 (bianche, veloci) a seconda del loro patrimonio enzimatico.
Le fibre di tipo 1 hanno un alto contenuto di mitocondri e di enzimi del ciclo do Krebs, sono quindi in grado di sostenere una contrazione muscolare duratura; le fibre di tipo 2 contengono pochi mitocondri e alti livelli di enzimi del percorso gli colitico;sono adatte per contrazioni intense e di breve durata.
Da qui ne deriva l’importanza durante i vari cicli di lavoro, di utilizzare tipologie di allenamento che stimolino entrambe le fibre, indipendentemente dalla percentuale diversa presente in ognuno di noi.

Dario Silini

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