Cibo

CIBO COME “NUTRIMENTO EMOTIVO”

Dopo un pasto, anche abbondante e succulento, per spezzare momenti di noia, attesa e ansia o ancora quando il nostro umore non è particolarmente “brillante”, in varie occasioni sentiamo una voglia irresistibile, quasi incontrollata di un sapore dolce, che va dal gelato, alla fetta di torta, al cioccolato…
Nasce in noi un desiderio, sempre più forte, di ricerca di quel determinato alimento, che sappiamo sarà fonte di soddisfazione e di piacere.
Il nostro stato emotivo incide molto sulle nostre scelte alimentari e, in molti casi i cibi vengono preferiti proprio in base all’effetto che producono sull’umore: il cibo ci dà piacere e soddisfazione.

Ma perché? Che succede? Quali sono le altre esigenze che soddisfa l’alimentazione?

L’alimentazione è una delle funzioni più complesse del nostro organismo, regolata dal sistema nervoso e da quello endocrino. Si ha spesso la sensazione di avere fame, ma questa sensazione è “falsata” da una voglia compulsiva, ossia un desiderio al quale non possiamo sottrarci.
Quando ci sentiamo tristi, agitati o di “cattivo umore” ricerchiamo cibi che ci appagano nell’immediato. Questo perché, l’assunzione di determinati cibi, in particolare carboidrati (pasta, dolci) consente una maggiore produzione di serotonina con un effetto rilassante e antidepressivo.
Lo stato emotivo e l’umore sono regolati, infatti, da diverse sostanze (neurotrasmettitori) che mettono in comunicazione i messaggeri del cervello, ossia i neuroni.
Tra questi neurotrasmettitori troviamo anche la serotonina e le betaendorfine che sono influenzate dall’assunzione di zuccheri. Ciò spiega perché, continuiamo a cercare e a desiderare quel determinato cibo che ci ha dato un effetto positivo sull’umore. Si crea una vera e propria assuefazione da carboidrati e spesso ne facciamo un uso sempre più cospicuo per ottenere gli stessi risultati. E’ un vero e proprio meccanismo di dipendenza. A volte soltanto vederli, sentirne il profumo, o immaginare l’effetto piacevole che si presenterà dopo averli gustati, ci fa scattare un desiderio irrefrenabile di mangiarli.

Ciò può portare a effetti negativi sul nostro peso! Rispondendo a questi sgradevoli stati emotivi sempre con il cibo non facciamo che rendere automatico il meccanismo e non riflettiamo su quanto ci sta portando a mangiare cosi tanto.

Questa esigenza incontrollabile non è causata dalla mancanza di volontà o da debolezza di “carattere”, ma è proprio una reazione fisiologica, un meccanismo non funzionale che si è instaurato al nostro mangiare senza fame.
Ma oltre la dipendenza emotiva dal cibo, in particolare quando si è sotto stress, potrebbe anche essere determinato da un affaticamento delle ghiandole surrenali, che porta ad una perdita dell’autocontrollo ed alla voglia malsana di alimenti ipercalorici.
L’insufficienza surrenale può essere causata da gravi stati di stress ed è caratterizzata da un basso livello di energia al mattino, che aumenta gradualmente e raggiunge il livello massimo a tarda notte.
Oberate dalle tensioni costanti della vita moderna, le ghiandole possono diventare più lente, causando il desiderio di ingerire zuccheri per produrre più energia.

Essere consapevoli di questi meccanismi, ci spinge a trovare delle soluzioni che ci fanno sentire meglio e non appesantiscono il nostro peso e ci spinge anche a voler capire perché il cibo è anche nutrimento emotivo.

Gaja Corbetta

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