Kaatsu Training

KAATSU TRAINING O ALLENAMENTO OCCLUSIVO

Cos’è il Kaatsu training e su cosa si basa?

Il Kaatsu training si basa sul principio dell’occlusione momentanea dei vasi sanguigni muscolari con conseguente aumento della pressione interna.

Un modo semplice per ottenere tale occlusione è di fasciare i muscoli in modo molto stretto con delle fasce elastiche o di nylon e sembra fornire uno stimolo all’ipertrofia muscolare.

Infatti nonostante i carichi utilizzati siano bassi (20-50% RM) il reclutamento muscolare è comunque elevato: la prolungata carenza di ossigeno indotta dal binomio vende più esercizio esaurisce rapidamente le fibre di tipo I, con conseguente intervento delle fibre IIx e IIa.

L’ ipossia inoltre rappresenta uno stimolo per l’angiogenesi (capillarizzazione).

L’ intervento massiccio di fibre bianche unito all’ ipossia crea un rapido incremento di acido lattico, che rappresenta uno stimolo per la sintesi di GH (Grow Hormone).

Si attiva infine anche un meccanismo inibitorio della miostatina (proteina che rallenta la sintesi muscolare).

I guadagni di massa e forza si accompagnano a un minore stress meccanico rispetto ai metodi tradizionali che utilizzano carichi decisamente più alti, ma anche un minore stress fisiologico in quanto sembra indurre incrementi di cortisolo (ormone catabolico) decisamente minori.

Il carico deve essere basso, intorno al 20-50% di 1RM.

Il numero di ripetizioni deve essere elevato, il recupero tra i set deve essere breve e il tempo sotto tensione limitato.

L’ allenamento dovrebbe infatti protrarsi per un tempo compreso tra i 5 e i 10 minuti.

È sconsigliabile eccedere oltre i 10 minuti per evitare controindicazioni, in quanto un occlusione protratta troppo a lungo può esporre l’ atleta all’ insorgenza di necrosi o embolismo.

Non si deve dimenticare che l’ allenamento occlusivo non deve considerarsi sostitutivo dei metodi comunemente utilizzati per lo stimolo ipertrofico, bensì può essere considerato come parte integrativa dell’allenamento stesso (ad esempio nei periodi di “qualità” o nei periodi di scarico, visto il minimo stress meccanico e fisiologico che crea).

 

Mauro Bettoni