Aktiva Club Domanda Esperto Andrea Presti

La domanda all’esperto

Meglio l’utilizzo di macchine o pesi liberi? 

Andrea Presti, Personal Trainer e Consulente Fitness risponde:

La questione che cercherò di trattare in queste poche righe, è forse una delle diatribe più discusse e controverse che logorano utenti e operatori nel “mondo palestra”.

Come in ogni discussione esistono schieramenti contrastanti che utilizzano studi, testimonianze, risultati ottenuti su vari atleti, per avvalorare la loro idea.

Come in ogni campo, la soluzione migliore per chi vuole trovare una risposta vera, è quella di analizzare a fondo entrambe le possibilità evidenziandone i pregi e i difetti divisi in 3 categorie:

1) Biomeccanica e Fisiologia

E’ indubbio che nonostante le continue migliorie tecniche che si sono susseguite negli anni, le macchine non possono e non potranno mai, riprodurre fedelmente un movimento senza vincoli ne traiettorie vincolate da carrucole, perni e bracci. Questo rende le macchine molto sconsigliate per atleti evoluti abituati a gesti complessi e a lavori multiarticolari con (non in tutti i casi) scarso isolamento del singolo muscolo. In questo modo le capacità coordinative, l’ intervento della muscolatura sinergica e accessoria viene meno, rendendo il lavoro meno coinvolgente a livello muscolare.

D’altro canto però, per un principiante sarebbe difficile gestire lavori esecutivamente complessi come uno squat o uno stacco da terra, senza incorrere in errori che comprometterebbero la buona riuscita dell’ esercizio. In questo caso l’ utilizzo di attrezzatura specifica, facilita il lavoro, vincolando il soggetto a movimenti obbligati che lo tengono al sicuro da eventuali errori e gli permettono di percepire il lavoro sul muscolo interessato.

 2) Efficacia 

Se ricerchiamo un lavoro che recluti il maggior numero di fibre muscolari, sicuramente gli esercizi ad esecuzione libera sono quelli che fanno al caso nostro. Nessun altro esercizio come uno squat ad esempio, riesce a coinvolgere un così alto numero di fibre, gruppi muscolari degli arti inferiori. Quindi, per certi tipi di lavori, soprattutto in fasi di “massa” se parliamo di ipertrofia, in fasi di condizionamento generale se parliamo di preparazione atletica, di aspetti “funzionali” se parliamo di utilizzo dei pesi come preparazione a gesti complessi e appunto funzionali, la vecchia scuola non ha rivali. 

Se invece ricerchiamo lavori ad alta intensità che ci permettano lunghi tempi di sottoesposizione allo sforzo o la volontà di condizionare precise porzioni muscolari senza far si che intervengano altri gruppi che volutamente si vogliono escludere, l’ ausilio dell’ attrezzatura è fondamentale.

Questo avviene quando si propongono lavori a soggetti che avendo una grossa massa muscolare avrebbero problemi soprattutto articolari nel gestire grossi carichi necessari a condizionarli intensamente, mentre utilizzando le macchine, possono gestire l’ intensità a loro piacimento senza ripercussioni ne infortuni.

Oppure quando si vogliono recuperare particolari sproporzioni tra gruppi muscolari adiacenti ed è necessaria una stimolazione locale selettiva e non un lavoro massivo 

3) Logistica.

 Non potendo avvalerci di palestre “american style” da 10000 metri quadrati, il giusto equilibrio in una sala fitness tra macchine e postazioni libere, permette all’ utente di avere molte più possibilità di allenarsi in maniera completa e funzionale.

 Concludendo sono sempre più convinto che non sia il valore dell’ attrezzatura, che sia libera o guidata, che determini il vostro successo in termini di raggiungimento degli obiettivi. Ho visto atleti migliorare a vista d’occhio con esecuzioni che non consiglierei nemmeno al mio peggior nemico. Ho visto fenomeni preparare olimpiadi in palestre vecchie di 30 anni e pesi le cui carrucole facevano fatica a scorrere senza il fatidico stridio da film horror.

Non è l’attrezzo che usate a fare la differenza ma il trainer o preparatore a cui vi affidate che conta. La vostra soggettività merita un’ attenzione che va al di la della diatriba “squat o pressa”, l’attenzione di un professionista che si faccia carico del vostro risultato e che misceli le giuste tecniche di allenamento, il giusto utilizzo di metodiche più o meno conosciute così che macchine o pesi liberi, voi possiate essere soddisfatti del vostro lavoro.

La differenza non deriva mai dal “quanto” o dal “con cosa” ma sempre e solo dalla fatica e dal “come” state percorrendo la vostra strada verso il successo.

 Andrea Presti

 

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