Lo-stretching-nell'allenamento

LO STRETCHING NELL’ALLENAMENTO

Stretching significa allungamento ed indica la metodica di allenamento utilizzata per migliorare la flessibilità muscolare, ossia la capacità del sistema mio tendineo di stirarsi durante il movimento articolare.
Questa capacità se allenata migliora o si mantiene, se non allenata peggiora molto dando quella sensazione di un corpo molto rigido e di conseguenza bloccato nei movimenti.

L’importanza di questa capacità è collegata alle esigenze di movimento: per ogni sportivo è molto importante specie negli sport che utilizzano movimenti complessi e multi articolari per il gesto tecnico e la coordinazione (es. basket ), per chi pratica fitness/pesistica è importante per avere una ampia escursione articolare così da stimolare al meglio la muscolatura, per un sedentario forse meno importante ma non allenandola sicuramente non potrà dire di sentirsi sciolto.

Ci sono diverse tecniche di stretching da quella classica che prevede semplicemente di mettersi in una posizione in allungamento e mantenerla ad altre più complesse, sui singoli muscoli o sulle catene muscolari, sfruttando allungamenti attivi o passivi.
Lo stretching è una di quelle metodiche più trascurate e su cui si taglia più spesso per motivi di tempo, non pazienza o noia nel mantenere le posizioni.
Io raccomando sempre di farlo!!!!!!

Nei tempi e momenti che ognuno ha a disposizione anche se potrebbero essere momenti ‘’sbagliati’’ o meno idonei.
La sommazione di allenamenti (quali che siano), specie se molto muscolari o con sovraccarichi articolari, porta inevitabilmente a rigidità e iper-strutturazioni muscolari con seguenti contratture che alla lunga possono sfociare in infortuni o alterazioni posturali; mantenere eseguito lo stretching anche per poco è un fattore che può evitare tutto ciò altrimenti mettete in preventivo regolari visite da massofisioterapisti o osteopati.

Alcuni consigli pratici di applicazione dello stretching:
– eseguirlo su tutta la muscolatura e in particolare su quei muscoli più utilizzati nell’allenamento
– eseguirlo secondo anche le proprie caratteristiche fisiche (es. se avete un dorso cifotico già iperallungato, allungate il pettorale)
– in tarda mattinata e tardo pomeriggio la flessibilità è migliore per cui può essere più agevole farlo in queste fasce orarie; non aspettatevi facilità di esecuzione di prima mattina.
– meglio eseguirlo attivati cioè non a freddo; post attivazione e mobilità articolare è un buon momento.
Attenzione in questo caso a non farlo durare troppo altrimenti dovrete riattivarvi in vista del
vostro allenamento
– a termine di allenamenti molto intensi muscolarmente meglio non farlo oppure dopo una fase aerobica di defaticamento di 10/15’
– meglio se eseguito in sedute dedicate dai 30’ in su anche se questa è la soluzione più difficile da attuare se non in casi di allungamenti con finalità posturali
– da evitare (o con tempi di allungamento molto brevi) pre-prestazione negli sport che richiedono gesti esplosivi in quanto riduce (temporaneamente) le qualità reattivo-elastiche mio tendinee.
– richiede rilassamento! E ottimo anche l’abbinamento con la respirazione

Manuel Picinelli

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