Epicondilite, Dolore Al Gomito

PROBLEMA EPICONDILITE? TRE CONSIGLI DALLA MIA ESPERIENZA PERSONALE

Pensando agli imprevisti più caratteristici tra gli sportivi che si allenano con impegno e costanza, non può che venirmi in mente, forse perché ne sono stato colpito, l’epicondilite. Ma di cosa si tratta? L’epicondilite (precisamente epicondilalgia omerale), è un processo degenerativo dei tendini che si inseriscono nella zona del gomito, in dettaglio sull’epicondilo laterale (ma lasciamo i tecnicismi a Wikipedia).

Questo si traduce in alcuni sintomi caratteristici: dolore localizzato all’altezza del gomito, perdita di forza nell’avambraccio, invalidità nei movimenti più semplici come aprire una porta, afferrare una forchetta, impugnare il volante dell’auto o estrarre il pc portatile dalla borsa.

Al presentarsi dei primi leggeri fastidi localizzati, forse spinti dall’ignoranza in materia o dall’orgoglio del pesista (come nel caso del sottoscritto), si tende spesso a sottovalutare la sintomatologia e a continuare senza troppa preoccupazione il lavoro su macchine isotoniche, manubri e bilancieri. Purtroppo con il passare del tempo i dolori si acuiscono, ci si trova costretti a rendere meno frequenti gli allenamenti e a fare i conti con un peggioramento generale della qualità della giornata. Vi sembrerà esagerato, ma l’epicondilite è una compagna che rende sofferenti e talvolta impossibili movimenti che siamo abituati a fare in maniera quotidiana e assolutamente spontanea.

Ora, in tanti mi chiedono come ovviare al problema, come “curare” questa infiammazione. Premetto che non mi occupo di queste problematiche, né tantomeno sono in possesso di una qualifica come medico per poterle analizzare. Però posso portare la mia esperienza: nessun trattamento crioterapico, tecarterapico, onde d’urto oppure infiltrazioni (necessari forse ad uno stadio più avanzato dell’epicondilite rispetto a quello manifestatosi nel mio caso).

Mi sono semplicemente:
– preso la premura di sostituire gli esercizi fatti in sala fitness che andassero a peggiorare la situazione, con altri meno invasivi;
– avvalso dei trattamenti manuali localizzati di una Massoterapista (almeno una volta a settimana per trenta minuti);
– ricordato di fare stretching (localizzato sul braccio affetto) per almeno cinque minuti al giorno.

Con queste tre semplici accortezze, ho ridotto del 90% il dolore al gomito che mi ha perseguitato per circa dodici mesi. Il restante 10% non se n’è ancora andato semplicemente perché ho ripreso ad allenarmi normalmente (orgoglio del pesista), ed ultimamente ho praticato lo stretching più di rado.

Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, lascio il link ad un video che può dare idea di come si debba eseguire lo stretching per contrastare l’infiammazione, augurandovi di trovare al più presto lo stato di salute fisica necessario per svolgere al meglio ed in serenità i vostri allenamenti in sala fitness!

Dario Zani

 

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