La Base Del Miglioramento

SUPERCOMPENSAZIONE LA BASE DEL MIGLIORAMENTO

Per comprendere al meglio il concetto di supercompensazione, bisogna partire da una legge biologica secondo la quale, per garantire la nostra sopravvivenza, il nostro organismo ricerca sempre l’omeostasi (situazione di equilibrio) e il massimo risparmio energetico; ogni struttura, quindi, che comporta un dispendio energetico solo per il fatto di esistere (come i muscoli), sarà demolita se non sostenuta da una stimolazione adeguata di allenamento, riposo e alimentazione.
Ogni qual volta un soggetto si sottopone ad una seduta di allenamento, sottopone il proprio organismo ad uno “stress” che va a mobilitare l’omeostasi che si era creata, scatenando una risposta organica che conduce all’adattamento, che a sua volta si traduce con il miglioramento della performance.

L’allenamento in sé non migliora direttamente la prestazione ma, abbinato ad una corretta alimentazione e ad un adeguato recupero, scatena una serie di meccanismi ed adattamenti che porteranno successivamente al suo incremento.
Al termine della seduta di allenamento ha inizio la fase di recupero, in cui l’organismo, come primo obiettivo, si pone di ripristinare i livelli energetici pre-seduta e di riparare i danni subiti, in modo da resettare le condizioni energetiche in cui si trovava prima dello stress allenante.

Una volta ritornato alle condizioni pre-allenamento, l’organismo entrerà nella fase di supercompensazione, nella quale, secondo la legge di Weigert: “Gli effetti successivi a grandi carichi non si limitano solo al recupero del potenziale energetico speso, ma portano alla sua maggiorazione, cioè ad un recupero che supera quantitativamente i livelli iniziali” ; la supercompensazione, quindi, si traduce con un incremento delle scorte energetiche e con un rinforzo delle strutture che hanno subito lo stress allenante in preparazione ad un eventuale, nuovo, stimolo della stessa entità.

È esattamente in questa fase che ogni sportivo coglie i frutti della proprio lavoro, ma per far sì che i risultati siano positivi, è fondamentale che all’aumentare dell’intensità e/o durata dello stimolo si accompagni un incremento proporzionale dei fattori di recupero e alimentazione, per permettere all’organismo di recuperare quanto perso con l’allenamento, di non incappare nella sindrome da superallenamento (applicare uno stress ad una struttura che non abbia ancora recuperato i livelli iniziali) e consentirgli di accedere successivamente alla fase di supercompensazione.

Per mantenere ed incrementare il nuovo livello di performance ottenuto è indispensabile quindi sottoporre l’organismo, con regolarità, ad una successione di stimoli di entità crescente nel tempo, i cui adattamenti supercompensativi provocheranno il miglioramento delle prestazioni.
Essendo le variabili di alimentazione e recupero strettamente personali, è consigliabile affidarsi ad un nutrizionista competente che provveda al piano alimentare, per essere sicuri di avere la giusta “benzina” che metta in moto e incrementi la massa muscolare, ed è fondamentale imparare ad ascoltare le sensazioni che il nostro organismo ci invia per capire quando staccare la spina, come spossatezza, debolezza e dolori muscolari protratti più del consueto.

Matteo Aronica

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